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Leonardo Caffo, filosofo, nel suo nuovo saggio “Quattro capanne (o della semplicità)” ipotizza un nuovo modo di vivere, raccontando le storie di quattro personaggi molto diversi tra loro ma che decidono il loro ritiro in un modo molto simile, in quattro capanne: “quattro architetture semplici, somiglianti e isolate, in cui il mondo viene messo tra parentesi”. La prima ospiterà due anni di vita di Henry David Thoreau. La seconda sarà la dimora del matematico Theodore Kaczynski, finché non verrà arrestato come terrorista con il nome di Unabomber. La terza sarà la residenza finale di Charles-Edouard Jeanneret-Gris, conosciuto semplicemente come Le Corbusier, e la quarta sarà la casa norvegese di Ludwig Wittgenstein. 

 

Il tentativo di questo progetto è di portare una piccola azienda, uno stabilimento balneare, nella sua capanna: un ritiro delle linee guida, delle regole, delle azioni imprenditoriali orientate a un mondo nuovo. Un mondo più giusto, più ecologico, più attento. 

“La Capannina va in capanna!” è stato il motto che ha portato lo stabilimento balneare al tentativo di definire dei primi passi da seguire per poter ridefinirsi, seguendo gli ordini dell’ ecologia, dell’accessibilità, dell’inclusività, della sostenibilità sociale, della valorizzazione del patrimonio.   

 

Nel primo anno, Bagno La Capannina, in collaborazione con tre associazione che si occupano di salvaguardia dell’ambiente marino e costieri e di promozione e valorizzazione culturale del territorio, fa partire il progetto “Facciamo Capanna” con l'intento di sensibilizzare e di definire delle linee guida per una fruizione rispettosa dell’ambiente costiero naturale, sicura per quanto riguarda il salvamento in acqua, consapevole della sostenibilità ambientale e sociale. I principi e i risultati di questo primo intervento sono descritti nella prima parte della relazione. 

 

La seconda parte della relazione invece tenta di delineare le linee guida per il futuro, applicandole alla seconda stagione, con il tentativo di allargare la rete di attori coinvolti, di interpretare il “facciamo capanna” ad altri campi, con una visione ad ampio spettro: allargare  alle politiche sociali, alla progettazione sostenibile, alla cura del verde, alla didattica e all’informazione non solo per l’infanzia. 

 

Facciamo capanna insieme!

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